Incentivi per fotovoltaico e accumulo in Italia (2026)
Le agevolazioni per chi compra pannelli, inverter e batterie in Italia, riassunte in modo pratico: cosa vale oggi, a quali condizioni e cosa è ancora incerto. Abbiamo verificato ogni punto sulle fonti elencate in fondo alla pagina alla data indicata; le regole cambiano spesso, quindi prima di decidere controlla con il tuo commercialista.
IVA al 10% per i beni destinati a un impianto fotovoltaico
La Tabella A, parte III, del DPR 633/1972 prevede l’IVA al 10% per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica (n. 127-quinquies), per i beni finiti forniti per costruirli, esclusi materie prime e semilavorati (n. 127-sexies), e per le prestazioni dei contratti d’appalto relativi (n. 127-septies).
Conta l’uso effettivo: secondo la Cassazione (ordinanza n. 11690 del 5 maggio 2021) l’aliquota ridotta spetta indipendentemente dal ruolo dell’acquirente, purché i componenti siano concretamente impiegati per costruire l’impianto. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 269/E/2007, chiede che l’acquirente dichiari sotto la propria responsabilità che i beni sono destinati alla costruzione dell’impianto.
- Vale per pannelli, inverter e altri componenti finiti usati per realizzare un impianto nuovo (o un ampliamento che costituisca nuova costruzione parziale).
- Non vale per semplici migliorie o sostituzioni su un impianto esistente.
- Su SolarGear.eu l’IVA al 10% si chiede come privato, con consegna in Italia: spunta l’opzione nella richiesta di preventivo e mandaci la dichiarazione sostitutiva firmata. Per gli acquisti con partita IVA applichiamo il 22%.
Batterie di accumulo e IVA: il chiarimento di ottobre 2026
Con la risposta n. 181 del 15 ottobre 2026l’Agenzia delle Entrate ha escluso il 10% per un sistema di accumulo (BESS) acquistato da un’azienda e aggiunto a un impianto fotovoltaico già allacciato e funzionante: si applica l’IVA ordinaria al 22%. Secondo l’Agenzia la batteria è tecnicamente distinta dalla generazione, l’impianto funziona anche senza, e nel caso esaminato la batteria si caricava anche dalla rete e partecipava ai servizi di mercato.
La risposta riguarda solo quel caso. Non tratta la classica batteria domestica e non dice nulla sull’accumulo installato insieme a un impianto nuovo: le fonti che l’hanno commentata avvertono di non estenderla automaticamente ad altri casi.
- Batteria aggiunta a un impianto esistente: dopo la risposta 181/2026 il rischio di IVA al 22% è concreto, soprattutto per le aziende.
- Batteria acquistata insieme a un impianto nuovo: non c’è un chiarimento recente specifico; chiedi al tuo commercialista prima dell’acquisto.
- Le detrazioni fiscali sono una questione separata dall’IVA: l’Agenzia lo ha ribadito nella stessa risposta.
Bonus ristrutturazioni 2026: detrazione del 50% o del 36%, batterie comprese
L’installazione di un impianto fotovoltaico su un’abitazione esistente rientra tra i lavori di risparmio energetico dell’art. 16-bis, comma 1, lettera h) del TUIR. La legge n. 199/2025 (legge di bilancio 2026) ha confermato anche per il 2026 le aliquote maggiorate: 50% per l’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale di godimento, 36% negli altri casi, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare e recupero in 10 rate annuali.
Le batterie non sono nominate nella legge, ma l’Agenzia delle Entrate ha chiarito (FiscoOggi, 25 marzo 2026) che un sistema di accumulo integrato con il fotovoltaico è detraibile con le stesse regole dell’impianto e rientra nello stesso tetto di spesa.
- 2026: 50% abitazione principale, 36% altre abitazioni; tetto 96.000 euro per unità.
- 2027 (secondo la normativa attuale): 36% abitazione principale, 30% altri casi.
- L’impianto deve servire un’abitazione e l’energia deve essere usata soprattutto per l’autoconsumo.
- Paga con bonifico parlante e conserva fatture e documentazione tecnica.
- Comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo (per l’accumulo, lavori terminati dal 1° gennaio 2019 in poi).
Scambio sul posto chiuso: oggi c’è il ritiro dedicato
Lo scambio sul posto non è più disponibile per i nuovi impianti: il GSE ha accettato le ultime domande fino al 26 settembre 2025, solo per impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025 (DL 181/2023 e delibera ARERA 457/2024). Chi ha già una convenzione la mantiene fino alla scadenza, senza possibilità di rinnovo.
Per i nuovi impianti l’alternativa è il ritiro dedicato (RID) del GSE: l’energia immessa viene pagata, senza compensazione con i consumi, a prezzo minimo garantito o a prezzo zonale orario. Il RID si può combinare con gli incentivi delle comunità energetiche.
- Con la fine dello scambio sul posto conta ancora di più l’autoconsumo: una batteria sposta alla sera l’energia che altrimenti venderesti a un prezzo basso.
- Se non ti interessa vendere l’energia, puoi valutare un impianto con immissione zero.
Reddito energetico: nessun bando 2026 confermato
Il reddito energetico del GSE finanzia impianti fotovoltaici per l’autoconsumo alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro, o fino a 30.000 euro con almeno quattro figli a carico. Le risorse del 2025, circa 103 milioni di euro, sono finite subito: il 13 maggio 2025 per Sud e isole e il 23 maggio 2025 per il Centro-Nord.
A giugno 2026 non c’erano date ufficiali per un bando 2026 e alla data di verifica non abbiamo trovato conferme di un nuovo sportello aperto. Prima di contarci, controlla sul sito del GSE.
Comunità energetiche rinnovabili (CER)
Con il decreto CACER (DM 414/2023) le comunità energetiche ricevono dal GSE una tariffa incentivante sull’energia condivisa per 20 anni; oggi l’accesso è previsto fino al 31 dicembre 2027. Il contributo a fondo perduto PNRR fino al 40% dell’investimento, per impianti nei comuni sotto i 50.000 abitanti, non accetta più domande: lo sportello è stato aperto dall’8 aprile 2024 al 30 novembre 2025 e i lavori finanziati vanno completati entro il 31 dicembre 2027.
A ottobre 2026 le associazioni di settore hanno chiesto al Ministero di prorogare gli incentivi fino al 2030: per ora è solo una richiesta, nessun decreto ha cambiato le scadenze.
- Un impianto con batteria può entrare in una CER e restare nel ritiro dedicato per l’energia immessa.
Cosa non abbiamo verificato
Regioni e comuni pubblicano a volte bandi propri per fotovoltaico e accumulo, e le imprese hanno strumenti dedicati (per esempio i crediti d’imposta per gli investimenti). Questa pagina non li copre: informati presso la tua regione, il tuo comune o la tua associazione di categoria.
Nota importante Queste informazioni sono una sintesi divulgativa e non sono una consulenza fiscale. Le regole e le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate cambiano spesso: prima di acquistare o di applicare un’aliquota o una detrazione, verifica il tuo caso con il commercialista.
Fonti
- BibLus (ACCA): Risposta AE 181/2026, aliquota IVA per acquisto con installazione di sistema di accumulobiblus.acca.it
- Edotto: Fotovoltaico, sistemi di accumulo con Iva al 22% (16 ottobre 2026)edotto.com
- Edilizia.com: Accumulo su fotovoltaico esistente, IVA al 22% (risposta 181/2026)edilizia.com
- Euroconference News: Componenti per la costruzione di impianti fotovoltaici con Iva al 10% (Cass. ord. 11690/2021)ecnews.it
- ANCE: Guida ristrutturazioni edilizie, le agevolazioni fiscali, edizione 2026enna.ance.it
- LavoriPubblici.it: Fotovoltaico e sistemi di accumulo, detrazione fiscale tra 50% e 36% (26 marzo 2026)lavoripubblici.it
- QualEnergia: Fotovoltaico, anche le batterie rientrano nelle detrazioni 50% e 36% (26 marzo 2026)qualenergia.it
- QualEnergia: Scambio sul posto, la scadenza del 26 settembre e cosa succede dopo (17 settembre 2025)qualenergia.it
- QualEnergia: Reddito energetico, subito esaurite le risorse per il 2025 (26 maggio 2025)qualenergia.it
- Money.it: Reddito energetico 2026, in attesa del nuovo bando (16 giugno 2026)money.it
- Infobuildenergia: Incentivi CER, le associazioni chiedono la proroga al 2030 (5 ottobre 2026)infobuildenergia.it